
«Non è morto. Solo un po’ stordito.»
«Tu non parli come un americano,» disse Klein.
«Non sono americano. Vengo dalla Centralità. È lontana mille anni, capisci.»
Klein si mise a ridere. «Il mondo finirà fra trecentosettantadue giorni.»
«Lo credi davvero? E che anno è questo, a proposito?»
«1998. Venticinque dicembre.»
«Al mondo resta ancora almeno un millenio. Di questo sono sicuro. Sono Vornan-19, e sono qui in visita. Ho bisogno di ospitalità. Mi piacerebbe assaggiare il vostro cibo e il vostro vino. Desidero indossare abiti di quest’epoca. M’interessano le antiche pratiche sessuali. Dove posso trovare una casa di rapporti?»
«Quella costruzione grigia, lì,» disse Klein, indicando la chiesa di Trinità dei Monti. «Là dentro provvederanno a tutte le tue esigenze. Basta che gli dici che vieni da mille anni nel futuro. 2998, eh?»
«2999, secondo il vostro sistema.»
«Benissimo. Saranno entusiasti di te, per questo. Basta che gli dimostri che il mondo non finirà un anno dopo il prossimo Capodanno, e ti daranno tutto quello che vorrai.»
«Il mondo non finirà così presto,» disse in tono serio Vornan-19. «Grazie, amico mio.»
E cominciò ad avviarsi verso la chiesa.
Parecchi carabinieri piombarono ansimanti verso di lui da diverse direzioni. Non osavano avvicinarsi a meno di cinque metri, ma si disposero a falange, per sbarrargli l’accesso alla chiesa. Erano armati di sferze neurali. Uno di loro gettò la mantellina ai piedi di Vornan.
«Indossala.»
«Non parlo la vostra lingua.»
Horst Klein disse: «Vogliono che copra il tuo corpo. È uno spettacolo che li oltraggia.»
«Il mio corpo non è deforme,» disse Vornan-19. «Perché dovrei coprirlo?»
«Vogliono che tu lo faccia, e hanno le sferze neurali. Possono farti del male, con quelle? Le vedi? Sono quelle bacchette grige che hanno in mano.»
