
Poiché ero stato io a raccomandare Jack all’Università, tenevo d’occhio i suoi studi, controllando le varie stesure successive della sua tesi per il dottorato, pur dedicando la maggior parte delle energie al mio lavoro. Solo un poco alla volta incominciai a rendermi conto delle più vaste implicazioni della ricerca di Jack. Avevo continuato a vederla nella sfera circoscritta della fisica pura; ma adesso mi rendevo conto che il risultato finale del lavoro di Jack doveva essere estremamente pratico. Era avviato verso un metodo per sfruttare la forza coesiva dell’atomo e di liberare tale energia non già per mezzo di un’esplosione improvvisa e violenza, bensì in un flusso controllato.
In quanto a Jack, sembrava che non se ne rendesse conto. Le applicazioni della teoria fisica, per lui, non avevano interesse. Lavorava nel suo ambiente rarefatto delle equazioni, e non prestava a tali possibilità un’attenzione maggiore di quella che dedicava, poniamo, alle fluttuazioni del mercato azionario. Eppure io me n’ero accorto. Anche l’opera di Rutherford all’inizio del secolo ventesimo era stata puramente teorica, però aveva portato infallibilmente all’esplosione su Hiroshima. Altri uomini, meno geniali, avrebbero frugato nella tesi di Jack e vi avrebbero trovato il mezzo per liberare totalmente l’energia atomica. Non sarebbe stata necessaria né la fusione né la fissione. Qualunque atomo poteva venire aperto e svuotato. Una manciata di terriccio sarebbe bastata per alimentare un generatore da un milione di chilowatt. Poche gocce d’acqua avrebbero mandato un’astronave fin sulla Luna. Era l’energia atomica della fantasia. Ed era proprio lì, implicita nel lavoro di Jack.
Ma il lavoro di Jack era incompleto.
Il terzo anno che si trovava ad Irvine venne da me stralunato e depresso, e mi annunciò che intendeva interrompere il lavoro della sua tesi. Era arrivato ad un punto, mi spiegò, in cui aveva bisogno di femarsi e di riflettere. Nel frattempo, mi chiedeva il permesso di dedicarsi a certe attività sperimentali, semplicemente per cambiare aria. Naturalmente, acconsentii.
